“Ami tuo figlio. Tuo figlio si sente amato?”

“Tuo figlio si sente amato?”, “Certo”, dici. Gary Chapman, autore del libro “I 5 linguaggi dell’amore per i bambini”, “, all’inizio del suo libro, ha posto questa domanda. Potrebbe essere un buon momento per porre anche a noi stessi questa domanda come genitori ed educatori: “I nostri figli si sentono amati?”.
È interessante quando leggiamo: “L’amore è il fondamento. Nell’educazione dei figli, tutto dipende dalla relazione d’amore tra genitore e figlio. Niente funziona bene se le esigenze d’amore di un bambino non vengono soddisfatte. Solo il bambino che si sente veramente amato e curato può fare del suo meglio. Puoi amare veramente tuo figlio, ma se lui non lo sente, se non parli il linguaggio d’amore che gli comunica il tuo amore, lui non si sentirà amato ”.

Ogni bambino è unico. Nel libro Gary Chapman offre 5 linguaggi d’amore per aiutarci a comunicare con i nostri figli.

Il primo linguaggio d’amore è il contatto fisico: è il linguaggio d’amore più semplice da usare, perché i genitori non hanno bisogno di occasioni speciali per stabilire un contatto fisico con i figli. Hanno l’opportunità quasi costante di trasferire l’amore nel cuore di un bambino con il contatto. Il linguaggio del contatto non si limita a un abbraccio o un bacio ma include qualsiasi tipo di contatto fisico. Anche quando sono occupati, i genitori possono toccare delicatamente un bambino sulla schiena, sul braccio o sulla spalla.

Il secondo linguaggio d’amore sono le parole di incoraggiamento: alcuni bambini percepiscono l’amore in misura maggiore attraverso espressioni che li affermano e incoraggiano come: va bene, ci sei andato vicino, si, bravo, bene, ce l’hai fatta.
Le parole positive danno al bambino la motivazione interiore per affrontare ciò che è ignoto, perché i bambini pensano che crediamo profondamente in ciò che diciamo.
Il terzo linguaggio d’amore sono i momenti speciali: questo non vuol dire che un genitore debba andare in un posto speciale ogni volta. I momenti speciali consistono in una piena attenzione. Si tratta di offrire al bambino la propria attenzione esclusiva. I momenti speciali sono il dono che i genitori fanno al figlio della loro presenza. Comunicano questo messaggio: “Tu sei importante. Mi piace stare con te.”
Il quarto linguaggio d’amore sono i doni: un vero dono non è un pagamento per servizi che sono stati resi. È invece un’espressione d’amore per l’individuo ed è offerto liberamente da chi lo dona.
Infine, il quinto linguaggio dell’amore sono i gesti di servizio: il servizio fatto come dono, non come una necessità, fatto liberamente, non sotto costrizione. Quando i genitori servono i loro figli con spirito di risentimento e amarezza, i bisogni fisici di un bambino possono essere soddisfatti, ma il suo sviluppo emotivo sarà notevolmente ostacolato.
Quando i genitori si prestano ai loro figli solo quando sono soddisfatti del loro comportamento, tali atti di servizio sono condizionati. Al contrario, l’amore dovrebbe essere incondizionato.

E’ bello pensare ogni bambino come un vero dono e una benedizione; è bello pensare che ogni bambino ha il proprio linguaggio d’amore. Come genitori ed educatori, chiediamo aiuto a Gesù che ci ama con amore incondizionato, chiediamo a Lui di darci la sua saggezza per amare i nostri figli come Lui ci ha amato, in modo che i nostri figli possano sentire il nostro amore per loro, e non quello che noi proviamo.

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