Babiko!

Albert è responsabile della vasta comunità cattolica di Babiko, villaggio che dista solo 15 km da noi, ma con una strada che mette alla prova anche gli stomaci più resistenti. Lui la percorre spesso a piedi, come molti altri, perché i trasporti sono rari e nella stagione delle piogge la popolazione resta per lunghi periodi isolata.
La chiesa è dedicata a Sant’Enrico, imperatore d’Occidente, e la festa patronale di avvicina. Così Albert viene ad invitarci personalmente e porta gli spiccioli raccolti dalle varie zone in cui è divisa la comunità per ordinare una delle nostre torte. Sr. Giovanna si azzarda a chiedere come sia messa la strada, visto che negli ultimi giorni ha piovuto, e lui astutamente glissa la domanda dicendo di seguire Fr. Paul che celebrerà la messa quel giorno.
Siamo tutti felici di questo invito, la comunità è numerosa ed accogliente, pur essendo povera e senza molte risorse e poi Abia Toto, la nonna della nostra Christine viene proprio da Babiko e ci aspetta con trepidazione!
Seguiamo Fr Paul e dopo 45 minuti di sobbalzi arriviamo a destinazione!
Fr Paul controlla quante ostie consacrate ci sono nel tabernacolo della chiesa dove ogni domenica viene celebrata la liturgia della Parola e distribuita la Comunione, devono bastare fino al mese prossimo, quando tornerà per celebrare la Messa.
I bambini scrutano incuriositi Andrea e Giorgia che sono con noi e al suono della campana la gente arriva per la celebrazione della Santa Messa. I canti e le danze sono molto belli e ben preparati e la gente che non trova posto nel tendone preparato per l’occasione si siede sotto gli alberi.

 

E’ arrivato il momento del taglio torta e del pranzo, Albert, con l’aiuto del megafono invita tutti ad Ravvicinarsi. Noi abbiamo portato del pane e del prosciutto e la gente ha cucinato banane, pesce, riso, ma servirebbe davvero un miracolo per poter dare da mangiare a tutti.

Con precisione geometrica la torta viene suddivisa per darne un pezzo per ogni frazione della comunità, che poi la suddividerà in fettine così piccole da essere quasi trasparenti perché ognuno ne riceva un pezzetto. Lo stesso viene fatto con il pane, il prosciutto e i ghiaccioli che abbiamo portato.
Ognuno riceve la sua minuscola porzione con gratitudine e una certa solennità. Mai visto nulla di simile.
Tra canti, giochi con i bambini e qualche chiacchierata il tempo passa veloce e bisogna rientrare per non rischiare di essere inghiottiti dal buio della foresta. Prega per questa comunità Sant’Enrico e per tutti noi.