Bambini di strada lungo un sentiero di speranza ed educazione

Nel 1592, un giovane di nome Giuseppe, dalle nobili origini, stava camminando per le strade di Roma, nei quartieri di Transtevere e rimase colpito dalla condizione miserevole in cui, nella Roma dei Papi, vivevano tanti bambini lasciati a se stessi, nello squallore della strada, senza nessuno che si curasse di loro.

Potremmo pensare che Giuseppe fosse già un buon ragazzo, dal cuore sensibile, magari complimentarci con lui solo per il fatto di aver almeno notato questi bambini. Ma Dio fece di più nel cuore di questo giovane sacerdote che ora preghiamo e conosciamo come S. Giuseppe Calasanzio. Lui ha detto: “Ho trovato in Roma la maniera definitiva di servire Dio, facendo del bene ai piccolini. Non la lascerò per nessuna cosa al mondo.” Egli comprese che non erano sufficienti per questi ragazzi sporadici gesti caritatevoli: avevano bisogno di una scuola, che li facesse uscire dalla loro condizione di ignoranza. Infatti, fondò le prime scuole cristiane gratuite.

Se S. Giuseppe camminasse oggi per le strade e i sentieri della Papua Nuova Guinea potrebbe davvero rivedere in Joice, in Allen, in Peter…. e tanti altri le simili facce e storie cha avevano convertito il suo cuore nel lontano Transtevere.

In un articolo pubblicato nel giornale nazionale si legge che “è stimato che mezzo milione di bambini in Papua Nuova Guinea. Questo è quello che riporta Mr. Collin Pake il fondatore e direttore dell’associazione Life PNG Care, che si occupa di orfani e bambini disagiati in Papua Nuova Guinea. Dalle loro statistiche risulterebbe che tra i 400 000 e i 600 000 bambini non vanno a scuola, ma i numeri rischiano essere maggiori se venissero aggiunti quelli che vivono nelle aree rurali più remote dei quali non ci sono numeri accertati.

Mr. Pake aggiunge: “Se non educhiamo i bambini e i giovani non possiamo dire orgogliosamente che la Papua Nuova Guinea è ricca in olio, gas, minerali e altre risorse naturali.

Per il nostro domani, non credo fondamentali queste risorse, ma piuttosto la vita di questi bambini.”

Anche l’UNICEF ha confermato che ci sono limitate opportunità di ricevere istruzione per i bambini della scuola dell’infanzia e le percentuali attestano che solo il 42% dei bambini frequenta effettivamente i primi anni di elementari.

Tra le strade fangose o impolverate di questa giovane nazione, ci sono i suoi tanti bambini e giovani alla ricerca di protezione, cura, rispetto, educazione. A loro non serve Google map per trovare la scuola più vicina.  Servono piuttosto più scuole, più insegnanti e quel qualcuno che come Giuseppe dal cuore buono passa, li vede, li chiama e si prenda cura di loro.

Torna su