Bontà a Km zero.

Parcheggiata davanti alla porta della cucina c’è una carriola, piena all’ orlo: quotidianamente trasporta abbondante e croccante insalata, a volte si trovano anche zucchine e melanzane, pomodoro e cetrioli, cipolle e mais e fagioli, fagiolini ed erba cipollina, arachidi e papaia, patola e zucche e carote, cappuccio e una varietà di verdure che assomigliano alle coste ma sono caratteriste di queste zone come kango, petchai, abica, alugbati…
Ogni giorno questa carriola porta al convento delle sisters qui a Bereina verdure per dare da magiare ai bambini della scuola, alle maestre, al gruppo dei nostri ragazzi e delle mamme che lavorano con noi: a volte raggiungiamo le 100 persone!
E dietro a questa carriola c’è il gioioso e instancabile e…costante lavoro di un gruppo di mamme e papà che cuoce la terra per sterilizzarla e poi usarla per preparare le piantine da trapiantare dalla serra al campo, pianta e innaffia, usa il motocoltivatore e la zappa per preparare le nuove combine, pota e pianta paletti per far crescere diritte le piantine, pompa l’acqua dal fosso alle taniche.
Questo gruppo di mamme e papà, alcuni di loro già nonni, che quotidianamente lavora nell’ orto vicino al convento (… davvero a km 0!), sono un dono per la nostra Comunità e un esempio di costanza e dedizione per altre mamme e papà di Bereina. Infatti, la terra in questa zona della Papua è così fertile che la maggior parte delle famiglie vive, o meglio, sopravvive di sussistenza, cioè raccoglie quello che la natura ha già piantato e seminato: essendo la popolazione ancora a densità molto bassa, la gente riesce a sopravvivere. Ma come ben sappiamo i bambini per crescere sani, hanno bisogno di mangiare non solo frutta raccolta dagli alberi…
Ad oggi in pochissimi sanno coltivare, tanto che anche il governo sta cercando di organizzare dei corsi di formazione e dei meeting per insegnare le tecniche di base.

Ecco allora, che con umiltà e un animo buono questo gruppetto sta imparando giorno dopo giorno a coltivare sia dall’ esperienza dei volontari che sono passati qui in missione, sia dalla loro esperienza proprio “nel campo”: per esempio Teresa, vedova con 6 figli maschi, ha scoperto di avere della mani d’oro a piantare e noi abbiamo scoperto il suo cuore d’oro nel prendersi cura dei suoi bambini e cercare di mandarli a scuola per imparare a leggere e a scrivere. Teresa è analfabeta, eppure ci insegna come la bontà di una mamma fa crescere, non solo le piantine di insalata, ma anche la speranza di vedere crescere bene i suoi figli.
Come Teresa, anche le altre mamme e papà lavorano con noi nella speranza di poter raccogliere buoni frutti: la buona verdura e abbondante verdura che cuciniamo per i nostri bambini, e quei frutti di costanza e sacrificio che forse sono più nascosti ma essenziali per crescere.
Ringraziamo il Signore per la bontà di tutti questi frutti e… dato che abbiamo tanti altri desideri e progetti per questo orto e per queste persone, ci affidiamo alla Sua Provvidenza, certi che il seme gettato nel terreno buono, a suo tempo, porterà buon frutto.

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