Bussa e ti verra’ aperto

Fin dai tempi antichi molte comunità religiose si sono preoccupate e organizzate per offrire ospitalità ai tanti viandanti di passaggio. Persone stanche dopo solitari giorni di cammino e fredde notti con il cielo per tetto. In tutte le stagioni, stremati da caldo, freddo, pioggia, neve ma non solo dalle intemperie meteorologiche, afflitti pure da “intemperie spirituali” come ira, paura, invidia, avarizia, impurità. I pellegrini trovavano nella vita della comunità religiosa oltre a un pasto caldo e un letto anche la pace che avevano perduto nel mondo comune e una nuova esperienza di vera gioia. E spesso succedeva che qualche viandante decidesse di rimanere nel monastero per mettersi a servizio dell’unico Re che valga la pena di servire. L’unico Re che ha dato la sua vita per i suoi sudditi e tuttavia continua a regnare, risorto, e il suo sacrificio attraverso millenni continua ad essere osannato e glorificato.

Ci piace di sentirci un po’ così, nel nostro piccolo, qui a “Bereina Station”. Sono ormai alcuni anni che, con l’aiuto di fondi straordinari da benefattori europei ed il gruppo di ragazzi locali guidati da Matteo abbiamo costruito una casa per gli ospiti. E’ bello pensare che chiunque si trovi a passare per questa remota strada ( una delle pochissime asfaltate in tutta la papua nuova guinea!) possa trovare un punto di sollievo e ristoro lontano dalla capitale e praticamente in mezzo alla foresta! Un luogo relativamente più tranquillo e protetto in cui fermarsi e riposarsi, quasi inaspettato e per questo molto più gradito ed apprezzato.

L’alloggio è semplice e pensiamo che sia davvero importante e consolante dopo un lungo viaggio potersi fare una doccia, e trovare un letto con lenzuola pulite, l’energia elettrica, una cucina e una veranda con un bel giardinetto di fronte.

Il più delle volte a richiedere ospitalità sono gruppi mandati da organizzazioni governative per lo sviluppo delle zone rurali del paese. Siamo felici di contribuire anche in questo modo al bene e allo sviluppo della zona in cui il Signore ci ha stabilite. Se questa casa per gli ospiti non ci fosse queste persone sarebbero scoraggiate dal raggiungere questi luoghi. Già la superstrada è una sfida: 170 km disseminati di buche e imprevisti e nessun autogrill o meccanico specializzato… Non solo; una volta a “Bereina Station” queste squadre di impiegati papuani devono organizzarsi i giorni per cercare nel minor tempo possibile di raggiungere i tanti e poveri villaggi attorno per portare gli aiuti programmati. Questa volta però su strade di terra battuta in mezzo alla foresta che spesso diventano trappole di fango per qualsiasi fuoristrada. Abbiamo perso il conto di quante volte sono già venuti a portare beni di sostegno e momenti di formazione per bambini, famiglie, insegnanti e comunità e altro. E questa attività fa sperare che ci sia, in mezzo alla corruzione che affligge il governo, uno spiraglio di considerazione e misericordia per la maggioranza della popolazione che vive ancora praticamente ai tempi delle palafitte e ha disperato bisogno di sviluppo ed educazione.

Ma non mancano certo gli ospiti più singolari e inaspettati. Per esempio, una sera all’ora di cena, arriva una telefonata ad una sister: – Hello, sr Anna siamo i due tali autisti, stiamo rientrando a Port Moresby dopo una consegna ma è troppo tardi e non è sicuro per noi continuare il viaggio di notte potete ospitarci per favore? Certo! Venite pure. E così inizia l’attesa (i tempi qui sono rimasti biblici) e intanto prepariamo al volo qualcosa da mangiare e da bere per rifocillare i due lavoratori. E poi finalmente alle 10 di notte arrivano questi due camion vuoti… ma con un coccodrillo deceduto nel pianale! Matteo li accoglie e questi due simpatici papuani gli dicono: – vieni a vedere il coccodrillo che abbiamo appena investito! Domani ce lo mangiamo!

È Gesù stesso che ci ha lasciato detto di ospitare i pellegrini, di riceverli come se fossero lui stesso. Così come nei tempi passati anche ora nonostante tutti i progressi tecnologici fatti, ci troviamo tutti prima o poi nella condizione di pellegrini. Il bisogno di ritrovare sicurezza e pace dopo un lungo viaggio tra pericoli, difficoltà, privazioni. Essere persone accoglienti, premurose, che fanno sentire come a casa è una delle cose più importanti che si possano fare per il prossimo. E sappiamo che il Signore apprezza e premia tutto questo…Ogni volta che avete fatto del bene a questi piccoli è come se l’aveste fatto a me.

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