Come viene nominato un vescovo?

Sappiamo che è il Papa a decidere queste cose ma… come fa da Roma a conoscere le situazioni e sapere chi è la persona più adatta?
Be’… dietro alla sua decisione c’è un lungo processo che si chiama “provvista”. Le procedure variano a seconda che ci si trovi in terra di missione o no, ma diciamo che si tratta di due fasi: prima la ricerca di tre possibili candidati e poi l’indagine sull’ idoneità di questi tre.
La Nunziatura Apostolica scrive a diverse persone per chiedere di proporre nominativi di sacerdoti che secondo loro potrebbero diventare vescovi oppure di altri vescovi che sarebbero più adatti in una diocesi diversa. Poi, una volta che tre nominativi sono scelti e approvati dal Santo Padre, la Nunziatura scrive di nuovo ad una serie di persone che conoscono questi tre candidati, per chiedere informazioni e una valutazione su di loro.
Tutto questo viene fatto “sub secreto pontificio”, cioè segretamente… Chi riceve le lettere di consultazione non deve rivelarlo, né i tre candidati all’ episcopato devono sapere di esserlo. Questo perché le informazioni vengano date secondo coscienza e non ci siano, da parte di altri, campagne “elettorali” o viceversa calunnie e interferenze che tolgono libertà e chiarezza al processo di scelta.
Una volta che tutte le informazioni sui tre possibili vescovi sono raccolte, analizzate e sintetizzate, i documenti vengono inviati alla specifica congregazione della curia che si occupa di queste cose, la quale poi sottomette al Papa il tutto, per la decisione finale.

 

Ci possono essere sorprese… magari uno dei tre viene scelto e nominato vescovo, oppure altre indagini vengono richieste, oppure nessuno dei tre è considerato idoneo e quindi… si ricomincia!!!
Anche per questo servono mesi, a volte anni, per arrivare a una nomina. Dietro questa decisione c’è stata un’ampia raccolta di informazioni, insieme all’ascolto, o meglio alla lettura, delle opinioni di molte persone. C’è stata preghiera, riflessione, confronto. C’è stato il tempo per lasciar depositare le idee e poi riconsiderare il tutto con occhi nuovi.
Crediamo che lo Spirito Santo guidi la Chiesa e perciò continuiamo a pregare perché ci sia sempre nella Chiesa e nei suoi ministri apertura e fedeltà alla Sua ispirazione!

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