Eppure il vento soffia ancora…

Parte della bellezza della cultura papuana è la relazione con la natura e con le stagioni: è un dono poter imparare da questa gente, non solo anziani, ma anche giovani e bambini, la sensibilità e l’attenzione alla natura. Non avendo energia elettrica, la luna e i suoi cicli sono un calendario, tanto da dire… che un bimbo ha dieci lune, anziché 10 mesi! Ma anche un uccello colorato che si posa in cima ad un albero attrae l’attenzione dei nostri piccoli studenti che, pur stando seduti in classe, lo vedono e sperano di uscire presto a cacciare con fionde e cerbottane. La purezza incontaminata di questa natura protegge la cultura di questo popolo.
Eppure in questi ultimi anni, spesso abbiamo sentito dire qui a Bereina: “Il clima sta cambiando”. Nella loro semplicità, senza aver letto il trattato di Milano o studi sull’ecologia, si rendono conto che qualcosa sta cambiando. Per esempio, la stagione delle piogge che di solito inizia a febbraio, ci sta sorprendendo adesso, con un forte vento, molto strano in questa zona. Le loro capanne, a differenza di altre zone della Papua, sono aperte, cioè non hanno nessuna protezione laterale.. così vento e pioggia, fango e zanzare, malaria e ferite, con a volte la fame per la mancanza di cibo diventano le cause di malnutrizione, soprattutto tra i bambini.

L’ultimo giorno dell’anno, c’è stata una forte pioggia ed un improvviso violento vento che ha sradicato molti alberi: piante di banane, alimento base della povera dieta papuana che è ancora basata maggiormente sulla sussistenza, cocchi e alti alberi non hanno resistito alla violenza del vento. Le loro capanne, spesso costruite sotto gli alberi per avere un po’ di ombra nell’estate, sono state abbattute dalla caduta degli alberi. Anche la casa di Allen, il nostro autista, ha subito danni e il nostro orto, come tutti gli orti di questa zona, è sotto acqua. Certamente, la gente papuana è abituata alla stagione delle piogge, ma non alla violenza del vento e soprattutto è stata sorpresa da questo inizio anticipato della stagione delle piogge. Avevano ancora il raccolto negli orti.


Anche nella città la pioggia è difficile da gestire e i fiumi in piena sono minacciosi.
L’unica strada che collega Bereina alla capitale Port Moresby è famosa per le sue buche e quindi diventa difficile, a volte impraticabile e lungo questa strada si possono vedere molti villaggi allagati, dove ci si sposta in canoa o con barchette di bamboo. Anche il nostro trattore, andato a trainare una macchina rimasta bloccata nel fango, non è potuto passare dato che la strada è diventata un gran fiume di fango.

Pietro Bartoli nella canzone “Eppure soffia ancora” con le parole incisive denuncia l’inquinamento ambientale e il progresso economico malato che porta all’egoismo, alla sete di denaro e di potere, alla guerra.
Ma cantava anche la speranza e la forza della natura, cantava di questo vento che soffia ancora!
All’inizio di quest’anno, il vento ha soffiato forte qui a Bereina. Sì, accogliamo con speranza e fede il 2019 e ci auguriamo che il vento soffi ancora… ma non troppo forte!