Genitori segno di speranza

Le Filippine stanno cambiando così velocemente che è difficile stare al passo con i tempi.
Quando nel 2006 aprimmo la prima scuola, eravamo circondate di una povertà struggente, ma potevamo anche notare nella semplicità della vita dei nostri vicini una grande dignità e una fede fatta di piccoli gesti, conservata e tramandata come un tesoro.
Negli anni, sempre più filippini sono emigrati alla ricerca di un lavoro che permettesse loro di supportare la famiglia, al punto che ad oggi è difficile conteggiare quanti siano e ancora più difficile è trovare un luogo nel mondo in cui non vi sia una forte presenza filippina: li troviamo negli aeroporti di Dubai e Singapore, nelle Università, nelle strutture sanitarie e nelle nostre case.
Apprezziamo la loro onestà e dedizione al lavoro, ma ci resta sconosciuto il mondo che si lasciano alle spalle.
Queste donne e questi uomini filippini hanno una famiglia, spesso composta da vari figli, che, sebbene comprendano le nobili intenzioni dei genitori, devono ogni giorno affrontare la vita sentendosi abbandonati e dovendosi relazionare a una mamma e un papà nascosti dietro lo schermo di un computer.
L’aspetto positivo? Questi OFW (overseas filipino workers), come li chiamano, contribuiscono in modo rilevante all’ economia del paese e fanno sì che i loro figli non muoiano di fame.
Gli aspetti negativi? Bambini abbandonati a sè stessi, senza una fissa dimora alloggiano ora da uno zio, ora da un amico di famiglia. L’accesso illimitato a internet (che qui costa pochissimo) senza filtri, si è trasformato in poco tempo nel nemico numero uno poiché spiana la strada ad abusi di ogni tipo, all’ esposizione alla pornografia e alla pedofilia nazionale e internazionale. Le statistiche non mentono: i bambini filippini sono tra i più vulnerabili e a rischio al mondo e il problema ha assunto proporzioni spaventose.
I bambini della nostra scuola appartengono a due tipi di famiglie: da una parte abbiamo i poverissimi che, proprio a causa delle condizioni di vita delle famiglie, sono esposti ad abusi continui, con le ragazzine che diventano madri appena raggiunta l’adolescenza. Dall’ altra parte ci sono, appunto, i bambini le cui famiglie sono all’ estero.
Abbiamo osservato la situazione con crescente preoccupazione, pregando e chiedendoci come si possano aiutare tutti questi bambini.

Parlando con alcuni genitori ci siamo rese conto che le poche famiglie unite, i cui figli vengono a scuola da noi, stanno lottando e prendendo decisioni difficili, andando contro la logica del mondo che li vorrebbe già all’ estero.
Si tratta di tre splendide famiglie con genitori laureati e pieni di risorse che ascoltando con cuore aperto le difficoltà di tutti gli altri bambini, hanno deciso di rendere un servizio splendido: per un giorno intero sono diventati mamma e papà per tutti gli studenti di quinta e sesta elementare, preparando per loro una vivace formazione sulla preadolescenza con le sue problematiche e su come difendersi dalle insidie nascoste dietro una cosa affascinante come l’internet.

Al pomeriggio poi si sono messi in ascolto, uno ad uno, di tutti i bambini, dando loro la possibilità di esprimere dubbi, paure e dolori, offrendo una spalla su cui piangere e una parola gentile.
Averli è una grande grazia che rinnova in noi la fiducia che c’è speranza in futuro migliore e non siamo sole a lottare. Davvero, di fronte al dolore e alle difficoltà dei suoi piccoli, il Signore ha ancora una volta suscitato desideri ardenti di bene in coloro che, nel mezzo della confusione del mondo moderno, sanno ascoltare la sua voce.
Grazie famiglie Arcite, Medidas e Sarile. Dio vi benedica!

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