I cavalieri di Dio

Sarei curiosa di sapere quanti sanno che cos’è uno stemma episcopale. Se me l’avessero chiesto pochi anni fa non avrei saputo che faccia fare…
Che cos’ è uno stemma episcopale? E a che cosa serve? A primo impatto suona un po’ antiquato, in realtà la questione è proprio interessante! Per capire cos’ è uno stemma episcopale bisogna andare un bel po’ indietro nel tempo e ricordare gli scudi dei cavalieri medievali, come anche successivamente quelli di re, imperatori e famiglie nobili. Tutti i potenti che volevano distinguersi adottavano uno stemma inconfondibile con dei colori precisi e degli elementi caratterizzanti. È un argomento così vasto e importante per il quale a quel tempo è nata una materia che tutt’ ora se ne occupa: l’Araldica. Una particolare branca dell’araldica si occupa degli stemmi degli ecclesiastici soprattutto appartenenti alla Chiesa Cattolica. E qui arriviamo vicini a capire uno stemma episcopale …in realtà ogni ecclesiastico che sia Papa, cardinale, arcivescovo, vescovo, vicario, arciprete, presbitero ne può possedere uno.
E cosa c’è di tanto affascinante in questo stemma a prima vista un po’ retrò? In primo luogo non è un semplice elemento distintivo come poteva essere quello di una famiglia nobile per di rappresentare il potere e il prestigio di quella particolare famiglia.
Lo stemma ecclesiastico ha un significato molto più nobile e profondo. Ha a che fare con l’impegno personale preso dal sacerdote nei confronti del Signore Gesù e della Chiesa di Dio. È costituito di vari elementi, alcuni fissi e altri variabili. Nel caso dello stemma episcopale: lo scudo, il galero, la croce e il cartiglio sono elementi comuni per tutti i vescovi del mondo. Altri elementi che decorano lo scudo come animali, piante, oggetti, e il motto iscritto nel cartiglio sono legati strettamente alla storia personale del vescovo.
Il vescovo sceglie personalmente il suo stemma al momento della sua ordinazione episcopale e questo stemma lo accompagnerà per tutto il tempo del suo ministero in ogni diocesi di cui sarà responsabile. E’ interessante soffermarsi a osservare con attenzione ogni stemma perché contiene più di un semplice disegno. Ad essere fortunati poi, può essere lo stesso vescovo che racconta e spiega il suo proprio stemma e allora diventa una bellissima catechesi che parla di Gesù, della nostra fragilità ma anche di amore e fiducia in Dio.

 

La prima domenica dopo la sua installazione il nuovo vescovo di Bereina sua Eccellenza Otto Separy ha spiegato durante la sua omelia il significato del suo “coat of arms” (versione inglese per stemma episcopale). Nel suo stemma ci sono le bellissime montagne e l’oceano con le sue onde in Aitape, la prima diocesi assegnatagli. Poi c’è l’aquila che richiama al Salmo 96 “E ti alzerò, ti solleverò, su ali d’aquila ti reggerò sulla cresta dell’alba ti farò brillar come il sole, così nelle mie mani vivrai”. L’immancabile Eucarestia, della quale Bishop Otto ha detto: è la mia fonte di forza e coraggio. E poi c’è il “motto” nel cartiglio “HAVE NO FEAR”. Bishop Otto ha simpaticamente condiviso come in realtà fosse abbastanza spaventato quando è stato eletto vescovo e di come sia stato in grado di accettare la nomina incoraggiato e consolato da questa esortazione del Signore: Non Temere! Io sono con te e su ali d’aquila ti reggerò.
Così i nostri vescovi non sono solo pastori che guidano i fedeli con Cristo nel cuore. Sono anche cavalieri con Dio nello scudo e protetti e incoraggiati combattono la buona battaglia. “il Signore è la mia forza e il mio scudo, ho posto in lui la mia fiducia”. Salmo 28.

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