Il funambolo

Certo ogni cosa è nuova in questa avventura di servizio alla Nunziatura Apostolica della Papua Nuova Guinea e delle Isole Salomone a partire dal misterioso tabernacolo della piccola ma importante cappella della nunziatura, in cui ha celebrato la messa, durante la sua visita pastorale nel lontano 1995, il Santo Papa Giovanni Paolo II.
Perché definirlo misterioso? E’ per una inclinazione artistica, con cui richiamo alla memoria i diversi stili di tabernacoli visti negli anni e realizzo che questo non è solamente originale perché tondo come il sole con i raggi che formano una grande croce, ma… “parla” …di Gesù… il funambolo…
La figura tracciata con semplice pressione del dito dell’artista è chiaramente un uomo con le braccia aperte con una gamba tesa e l’altra in atto di fare un nuovo passo… proprio la stessa posizione che assume il funambolo quando cammina sul filo teso. Questo filo sottile ma in tensione, è come la nostra vita, richiede grande attenzione ed equilibrio nell’essere attraversato e implica di mantenere il focus solamente alla meta, un solo momento di distrazione e si cade… E non è stata questa la vita di Gesù e l’insegnamento che ci ha lasciato? Una via stretta e non semplice da percorrere, in equilibrio tra tutte le illusioni, attrazioni e vanità del mondo materiale con un solo focus la gioia eterna dell’unione con Dio alla fine dei giorni terreni… che meraviglia!
E ancora, come l’equilibrista per trovare il suo equilibrio passo dopo passo mantiene le braccia aperte Gesù ci insegna ad andare incontro alla vita con atteggiamento di apertura, di accoglienza sempre pronti, come Lui, all’abbraccio comprensivo, al dono di se stesso…se chiude le braccia il funambolo si sbilancia e può cadere da un lato o dall’altro, così anche Gesù ha dimostrato e ci ricorda di non chiuderci in un’egoistica solitudine per evitare il rischio di cadere nella rabbia o dall’altro lato nella disperazione. Ancora come l’equilibrista non può fermarsi e deve continuare ad andare avanti se vuole conservare l’equilibrio, anche l’uomo nella porta del tabernacolo, l’uomo Gesù, ha continuato ad avanzare passo dopo passo aderente alla volontà del Padre non fermandosi mai, questo è un invito per noi a non smettere di avanzare, per nessun motivo ma con fede andare avanti. Sembra difficile procedere, avanzare, e richiede tenacia, concentrazione, ma soprattutto fiducia…Fede…tutto può succedere intorno a noi è bene essere pronti a tutto…sobri e all’erta ma con il cuore già all’arrivo già con Gesù…
Chissà se l’artista davvero ha pianificato tutto questo o se si è lasciato solo guidare dall’ispirazione dello Spirito Santo e ha semplicemente cooperato, forse ha semplicemente fiduciosamente detto si. Ancora una volta mi meraviglia pensare che un nostro semplice si a Gesù, allo Spirito Santo, a Dio possa trasformarsi in benedizione per tante persone… E la lista è lunga di artisti ispirati che nei secoli hanno servito lo Spirito Santo, consciamente o inconsciamente, sacrificando giorni della loro vita per lasciare un inestimabile patrimonio di piccoli e grandi capolavori che hanno lo scopo di glorificare il Signore Gesù istruendo i fedeli con la bellezza…

Vale la pena ogni tanto di passare un pò di tempo meditando l’arte sacra per ritrovare tra i gesti, i colori e le figure, la forza dello Spirito Santo creatore, guaritore, ispiratore e lasciarsi…ispirare…grati e certi che anche la bellezza dell’arte è Dio che ci ama.

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