La bellezza della Santa Messa in PNG

Dimenticatevi la seria solennità delle messe festive, dimenticatevi le persone composte pulite e tiratissime e dimenticatevi i canti seri, un po’ distaccati, talvolta tiepidi, dimenticate tutto questo perché siete in Papua Nuova Guinea. Rimarrete stupiti perché, che sia la messa domenicale o una celebrazione per qualche ricorrenza religiosa e non, i papuani danno il meglio di se stessi ed il risultato è una cerimonia semplice ma autentica, di grande forza, colorata come lo sono loro: gente orgogliosa e dal temperamento sanguigno ma che sa essere accogliente, generosa e simpatica. https://www.youtube.com/watch?v=NyGbW35enq0&feature=youtu.be
La santa messa qui ogni domenica, solennità o ricorrenza si aprono con la “Bible procession” una parte della liturgia che in Italia non si usa, ma che è molto comune anche in altri paesi del mondo. In particolare qui in PNG la processione della Sacra Bibbia verso l’altare su cui sarà celebrata la Santa Eucarestia è vivace, colorata e devota e si svolge in questo modo: un numero variabile di persone uomini o donne a coppie si posizionano lungo la navata della chiesa.
Sono vestiti tradizionalmente nelle occasioni più speciali: le donne con lunghe gonne fitte di erba speciale trattata e colorata a mano che per loro sono qualcosa di molto prezioso, piume d’uccello e altre varie decorazioni fatte di conchiglie, denti di cane e quant’ altro di originale riescono a riciclare; ugualmente gli uomini che invece della gonna hanno un gonnellino più corto di foglie o altri materiali e un tamburo tipico, il kundu, con cui danno il ritmo alla danza, che è fatto a mano, ricavato da un tronco ed ha un suono basso, solenne, evocativo.
Altre volte più semplicemente si rivestono di un pareo colorato legato ai fianchi, fiori profumati e colorati come il frangipani o l’ibisco tra i ricci capelli e piccoli rametti di foglie colorate in entrambe le mani che useranno nella danza che accompagna la Bibbia all’ altare.
In ogni occasione il volto è dipinto, molto forte è infatti nella cultura papuana la pratica di dipingere il volto e il corpo in particolare con i colori del clan o di significato per la celebrazione.
Dietro i danzatori si posizionano un chierichetto con la lunga croce, un adulto che tiene sollevata la Sacra Bibbia sopra la testa lungo tutto il percorso, altri due chierichetti con una candela ciascuno, i concelebranti e il sacerdote o il vescovo a chiudere la processione.

Quando tutti sono pronti in posizione il coro, i musicisti e tutta l’assemblea cominciano a intonare una canzone d’entrata: anche qui i papuani sono incredibili! La potenza delle loro voci riempie la chiesa ed è ogni volta molto emozionante sentirli cantare. Possono essere canzoni liturgiche in inglese ma il meglio lo danno quando cantano nella loro lingua, a più voci, così intonati e accordati tra di loro, sebbene nessuno di loro abbia studiato canto (è già tanto se sanno leggere e scrivere). Cantano “ad orecchio” ed il risultato è davvero unico e commovente.
Mentre il coro canta le persone in capo alla processione avanzano danzando in due file, una di fronte all’ altra, facendo dei movimenti semplici e speculari con le braccia, a tempo, finchè raggiungono lo spazio di fronte all’ altare e si distribuiscono ai due lati continuando la danza e lasciando passare la Bibbia, i chierichetti e i sacerdoti.
Anche l’offertorio prevede i danzatori che precedono le offerte, che in genere sono caschi di banane, un dono di valore molto apprezzato, noci di cocco, frutti dell’albero del pane, tuberi simili a patate dolci e altre verdure e frutti. È molto bello vedere tutta questa semplice abbondanza che rispecchia la generosità del Signore e insieme la fertilità di questa terra.
Non saranno tutti perfettamente lavati e stirati ma sanno rendere ogni volta la celebrazione indimenticabile e ricca perchè con autentica devozione rendono grazie al Signore con generosità e partecipazione…un gran bell’ esempio.

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