La mia papua…pensieri sparsi…

Non sapevo nemmeno dove fosse la Papua Nuova Guinea e adesso non passa giorno che io non torni là con il pensiero..
Alla prima sensazione che ho provato, quella di aver fatto un salto indietro nel tempo osservando come le persone vivano in condizioni poco più che umane e chiedendomi :”ma siamo anche qui nel 2019?!”.

Allo stupore per l’accoglienza di quella famiglia meravigliosa di sisters che mi ha salutato con tanta gioia, senza nemmeno conoscermi..
Alle chiacchierate a tavola, come tra vecchi amici, sempre piacevoli ed interessanti..
All’immensa emozione di poter recitare il Padre Nostro stringendo la mano ad un uomo che vive dall’altra parte del mondo..
Ai fantastici ragazzi che hanno condiviso con me questa esperienza, facendomi sempre sentire una di loro, nonostante la differenza di età..
Alla vegetazione incredibile, che mi riempiva gli occhi.. sono sicura che è come nel giorno in cui Dio l’ha creata..
Ai bambini, alla loro voglia di vivere e alla loro capacità di essere felici nonostante tutto..
All’allegria della giornata al mare a Waima e allo stupore per l’accoglienza al villaggio di Inaui..
Al pellegrinaggio a Kubuna per pregare sulla tomba del Vescovo Alan, molto intenso e toccante..

Ai momenti di preghiera in cappellina, sostegno e forza rigenerante..
Ai mille sorrisi, quelli ingenui e semplici dei bambini, quelli aperti e solari delle signore, quelli un po’ curiosi dei boys… e i sorrisi dell’anima di tutte le sisters!
Al cuore pulsante della Missione: la SCUOLA! Questi bambini, che tutti in fila nella loro uniforme recitano la preghiera e cantano l’inno nazionale prima di entrare nelle loro classi, sono il futuro di questo popolo.
Sono stata alla missione solo 20 giorni ma sono bastati per capire quanto sia necessario per Bereina avere un punto di riferimento per l’istruzione, per la salute, per imparare la cura dei rapporti personali e la pazienza dell’orto.
Tutto questo respirando l’amore di Dio per ogni essere umano che le Sisters, con l’aiuto della Vendramin family, con infinito entusiasmo e mille progetti, da sei anni vivono e ne fanno dono.
Ringrazio il Signore per l’opportunità di questa esperienza perché credevo di dare e invece ho ricevuto.. come sempre.. quanto si tratta delle “cose di Dio”.
Paola Fantin

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