La mia seconda volta in Papua

Di Elia Dalla Zuanna

E dopo due anni siamo ritornati!

Eravamo passati di qua al ritorno dal viaggio in Australia e ci eravamo fermati una decina di giorni. Era stata quasi una vacanza perché eravamo vicini al Natale, la scuola era chiusa, nella missione c’era solo qualche bambina, i ragazzi non lavoravano e per di più era arrivato p.Alvise dalle Filippine.

Questa volta è stato diverso, abbiamo vissuto e condiviso quaranta giorni di vita piena.

Siamo stati accolti da sister Caterina, Manuela, Matteo, Riccardo e da tutte le sister con grande affetto e ci è sembrato di tornare in famiglia.

Abbiamo conosciuto Giorgia e rivisto Sara che, assieme a Matchai e Than, ha iniziato il noviziato.

La famiglia qui in missione è aumentata, la bambine papuane sono una decina ed i maschietti sei, con Antonio e Gioele. Ora si è quasi auto-adottato Lohia …

Prima di partire ero un po’ preoccupata, non sapevo se sarei riuscita a rendermi utile, Gerolamo di sicuro avrebbe trovato qualcosa da fare con Matteo e Riccardo.

Sister Caterina mi aveva detto: “Puoi dare una mano a scuola e aiutare le maestre con a recita di Natale”.

Si, d’accordo, ma il mio inglese non è eccezionale, va bene per girare il mondo ma insegnare è un’altra cosa.

Le sisters non hanno fatto i miei ragionamenti, mi hanno preparato una schedule con gli orari, le persone da seguire ed il secondo giorno dal mio arrivo ero già all’opera.

All’inizio non è stato facile, le età erano diverse e le persone pure.

Con i bambini del tutorial grade 1 e con teacher Bernardette mi sono trovata presto a mio agio e mi sono anche divertita ad inventare attività da svolgere con loro.

Piano piano ho imparato a conoscere Jane, Selina, Theresa ed Aiba e le loro difficoltà.

Con Antonio non ci sono stati problemi perché ho insegnato in italiano e con Gioele nemmeno perché lui è veloce in inglese.

Ma non sapevo come insegnare a leggere in inglese, la tecnica è diversa ed ero un po’ scoraggiata. Piano piano Theresa ha iniziato a leggere e, all’improvviso, anche Jane. Jane è felice ed anch’io lo sono per lei.

Le sisters dalle 5.00 del mattino alle 10 di sera, sono sempre in movimento. Dopo la preghiera del mattino e la santa messa, alcune sono impegnate a scuola e con i 130 bambini iscritti il lavoro non manca, altre si dedicano all’orto, alla cucina, alcune studiano e danno una mano dove serve … C’è poi la scuola degli adulti ed altri impegni come l’infermeria, senza parlare dei viaggi interminabili a Port Moresby per fare la spesa e altro.

Matteo e Riccardo sono impegnati a seguire i vari ragazzi nelle nuove costruzioni e nelle riparazioni.

Manuela ha il suo bel da fare con una famiglia di 6 bambini e tutto il resto!

Nella missione di Bereina il lavoro non manca e la cosa più bella è che non manca mai il sorriso ed il buonumore.

Quale sarà il segreto?

E’ ora di tornare a casa. Sono felice di rivedere i miei famigliari e di riabbracciare i miei quattro nipotini ma credo che mi mancheranno i sorrisi e l’affetto della sisters, gli allegri momenti trascorsi a tavola con Manuela, Matteo, Riccardo, Antonio e Gioele, gli abbracci di Alphonse, Titus, James, Annette e degli altri …

Grazie a tutti per la fiducia che avete riposto in noi e per averci fatto sentire in famiglia. Un abbraccio a tutti e se avete pantaloni o gonne da riparar, costumi da cucire … sarà per la prossima volta!

Elia

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