La qualità conta più della quantità

Da quando ho iniziato questo percorso in comunità come aspirante, ho vissuto tante esperienze che mi hanno aiutato molto.
Prima di tutto sto imparando ad accettarmi come persona, che commette errori e sa anche fare le cose bene. Ricordo la prima volta che ho rotto un bicchiere… ero spaventatissima, temevo che le sisters mi avrebbero rimproverato aspramente… invece non è successo. Quando ho confessato con semplicità di aver rotto il bicchiere, la mia formatrice non mi ha rimproverato. Questo mi ha fatto molto riflettere. Le sisters non sono come le persone con cui sono cresciuta. Qui ci sono regole da rispettare ma non sono oppressive, sono invece un aiuto per crescere, specialmente nel rapporto con Dio. Adesso, se faccio un errore… non più punizioni fisiche, ma insegnamenti.
All’ inizio di questo percorso di discernimento per capire se siamo chiamate a diventare sisters, eravamo in 12. Scherzando, ci definivamo i 12 apostoli, ma col tempo le altre sono tornate alle loro case e io sono l’unica aspirante rimasta. Da una parte provo tristezza e mi sono chiesta se sarei rimasta o sarei andata a casa anche io. Ma alla fine mi sono trovata a scoprire che cos’è la vera felicità. Certo, ci sono difficoltà e ho fatto fatica all’inizio, specialmente a dormire, lavorare, studiare da sola. Ma questa esperienza non mi impedisce di seguire il Signore, che è colui che mi aiuta ad andare avanti.
Non ho nessun rimpianto per essere rimasta e riconosco che questa situazione mi sta aiutando a crescere, diventare più responsabile e intensificare la mia relazione con Dio.
Come dice la mia formatrice, la qualità è più importante della quantità.
Con l’aiuto di Dio e della vostra preghiera farò del mio meglio per lottare per ciò che è bene.
Korena

 

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