Lasciate che i bambini vengano a me

Sul muro esterno della nostra scuola qui a Bereina, c’è scritta questa frase del vangelo di Matteo: “Lasciate che i bambini vengano a me”. Noi sisters ci passiamo davanti tante volte al giorno, magari piene di energia la mattina per affrontare una giornata in classe, magari più stanche alla sera dopo una intensa giornata con i bambini, altre volte con un pallone in mano per andare a giocare insieme, o con un pentolone di cibo per il pranzo di piccole e grandi bocche affamate. Eppure queste parole di Gesù sono davvero il cuore del Buon Pastore, che va a cercare la pecorella smarrita e conosce tutte per nome e ci ricorda che “di essi è il regno di Dio”.
Lunedì mattina, nel centro pastorale di Port Moresby, abbiamo partecipato ad un incontro con una settantina di altre sisters, di altre Comunità e Congregazioni. Sr Ancy, con grande delicatezza e chiarezza ci ha parlato di “Child Protection” . Ha condiviso con noi quello che ha imparato e ascoltato durante 5 mesi di studi sull’ argomento appena terminati e durante il Summit avvenuto a Roma nel febbraio 2019 a conclusione del quale il Papa ha scritto un motu proprio “Vos Estis Lux Mundi”.

 

È stato un momento importante riflettere insieme riguardo a questo tema, così tristemente ampio e complesso qui in Papua Nuova Guinea: studiando i punti riassuntivi di questo documento, si è aperta una feconda condivisione su come leggere e intervenire nella realtà papuana, non solo nella Chiesa, ma soprattutto nelle famiglie, nei villaggi: la paura e la violenza, la cultura del silenzio e della vergogna, la normalità degli abusi e la mancanza di strutture e persone pronte ad accogliere, vedere, denunciare questi abusi è una dura quotidianità. Poter ascoltare esperienze e progetti, fatiche e traguardi di altre sisters ci ha dato coraggio e speranza. E ci ha confermato che è un lungo cammino affinchè “puero debetur maxima reverentia”.
Alla fine di questa intensa giornata, torniamo a casa e riabbracciamo le nostre bimbe: i loro sorrisi e la loro gioia ci testimoniano che proprio a loro appartiene il regno di Dio e anche le ferite più profonde possono essere guarite.

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