Marijuana, droga leggera?

Dr Julius Ngason è uno psichiatra papuano che opera all’ ospedale generale di Port Moresby. L’ abbiamo conosciuto attraverso uno dei nostri ragazzi a cui e’ stato riscontrata una psicosi.
Lui si e’ dimostrato fin dall’ inizio una persona semplice, cordiale e diretta, capace di dialogare con chiunque. E’ stato il problema di questo ragazzo ad aprirci gli occhi su una realtà che coinvolge tanti giovani ed adulti: i disturbi mentali.
Purtroppo non ci sono dati certi e statistiche a riguardo per mancanza di studi e ricerche in Papua Nuova Guinea, ma la sua esperienza di medico psichiatra e anche la nostra, seppure limitata, ci mostra che il problema e’ diffuso.
Studi condotti in Australia e Stati Uniti rilevano una stretta connessione tra abuso di Marijuana e disturbo mentale. Si’, proprio la Marijuana che noi volgarmente chiamiamo droga ‘leggera’, insieme all’ abuso di alcol, qui in PNG fa strage di giovani, prevalentemente maschi.
L’abuso di Marijuana e’ un fatto che tocca anche alcuni ragazzi della nostra comunità, a Bereina quelli che non la fumano si contano sulle dita!
Il suo abuso massiccio, protratto per anni ed iniziato in eta’ adolescenziale, quando il cervello non si e’ ancora completamente sviluppato, può comportare la comparsa di diversi disturbi, proprio perchè il THC, sostanza prodotta dall’ uso di marijuana, e’ in grado di cambiare il modo in cui il cervello manda segnali al corpo. Aldilà degli effetti temporanei della durata di circa 4 ore, la dipendenza porta a problemi di memoria, difficoltà di concentrazione, mancanza di motivazione, svogliatezza nel lavoro e negli studi, difficoltà a controllare le proprie emozioni…
Quando Dr Ngason, invitato dalle sisters a parlarci, ha descritto questi effetti, come non riconoscere alcuni dei nostri ragazzi e giovani del posto.
I nostri stessi ragazzi, con onesta’, vi si sono riconosciuti e visti come su uno specchio: difficoltà a concentrarsi e a memorizzare, difficoltà a gestire la propria rabbia e senso di fallimento, pigrizia e svogliatezza, pensiero confuso; nei loro volti si poteva leggere questa espressione: “Si’, sono proprio io! Ed e’ la Marijuana che mi fa diventare cosi’! Ed e’ questa dipendenza che mi impedisce di diventare veramente me stesso! ”.

 

Questo incontro formativo e’ stato molto positivo ed efficace, soprattutto perchè condotto da un medico papuano che ha parlato in Tok Pisin. I ragazzi erano molto interessati e si sono sentiti capiti da Dr Ngason, che con modo amichevole e rispettoso, ha parlato loro senza giudicarli ne’ condannarli, senza moralismi, ha dato consapevolezza e aperto loro gli occhi su effetti e rischi, e suscitato il desiderio e la necessita’ di decidere una volta per tutte, di dire no alla marijuana.
Non e’ facile smettere in un ambiente dove non c’e’ alternativa, ne’ servizio che aiuti, ma questi ragazzi hanno a disposizione aiuto e supporto a cui attingere: la comunità che li ‘tiene occupati’ tra lavoro, studio e momenti di condivisione, le sisters, Matteo e Riccardo che li guidano e si prendono cura di loro, non ultimi hanno a disposizione la preghiera e i Sacramenti per guarire le loro ferite e trovare forza per scegliere il loro vero bene.
Preghiamo perchè questi ragazzi possano scegliere di tagliare definitivamente con le droghe ed alcol e possano cosi’ diventare se stessi e come Dio li vuole: veramente felici!