La Madonna di Fatima a Babiko

Sabato 16 maggio la Comunità Gesù Buon Pastore è stata invitata dalla famiglia di una delle bambine che risiedono nella missione, presso il villaggio di Babiko per presenziare alla piccola celebrazione in memoria della Madonna di Fatima.

Come sempre il viaggio è stato tumultuoso a causa delle condizioni della viabilità attraverso la foresta. Fortunatamente però non ci sono stati impedimenti. Assieme ad alcune delle sisters sono venute le bambine ospitate dalla comunità e due dei nostri ragazzi per accompagnarci. Con noi abbiamo portato una grande torta per ringraziare dell’invito ricevuto. Tutti stipati dentro un track a dieci posti.

Giunti al villaggio abbiamo avuto modo immediatamente di incontrare l’anziana Aibatoto, mittente dell’invito, e la sua famiglia la quale ci ha calorosamente salutati, visibilmente molto entusiasta della nostra visita. È stata una bella occasione anche per le bambine della comunità le quali hanno potuto incontrare e stare in compagnia dei loro cugini e dei loro zii. La famiglia aveva fatto preparare per noi un’intera piattaforma dove abbiamo passato la prima ora a socializzare con la gente del posto, salutare, parlare. Abbiamo avuto modo di incontrare Albert, il coordinatore parrocchiale di Babiko. Nel frattempo, poco a poco, notando la nostra presenza, sempre più abitanti hanno iniziato ad uscire dalle loro palafitte dai tetti in sago e le pareti in bambù per avvicinarsi al luogo della piccola celebrazione.

La celebrazione è stata condotta da tre anziani, i catechisti del villaggio, e dal coordinatore parrocchiale. Nei pressi della piattaforma parrocchiale era stato allestito un piccolo tendone sorretto da stecchi di bambù sotto il quale trovavano spazio un vecchio mixer, una percussione, una cassa di risonanza, una piccola band composta da batterista, chitarrista e bassista e un piccolo altare sormontato dal vangelo e da una piccola statua di Maria. Per terra sotto il tendone sedeva un gran numero di bambini del villaggio ma la maggior parte delle persone presenti si sono piazzati appena al di fuori e tutto attorno, seduti su stuoie di vimini o plastica. La celebrazione ha consistito in un rosario intervallato da canzoni a tema religioso in lingua roro e da un brano del vangelo con attinente omelia da parte di uno degli anziani. Nel mezzo, dopo l’omelia, sono stai portati dei doni all’altare: banane, noci di cocco, una grande zucca.

Finita la celebrazione abbiamo pranzato assieme alla famiglia mittente dell’invito: grandi vassoi ricolmi di riso mischiato con della carne, piatti di verdure ed erbe bollite, un letto di banane bollite in acqua di cocco sormontato da tre grandi pesci grigliati e un altro sormontato da tanti piccoli pesciolini cotti al vapore. Un grande vassoio di pannocchie cotte sul fuoco sopra al quale stavano due enormi granchi rossi. Non mancarono ovviamente banane e cocchi freschi. Il pranzo è stato delizioso, delizioso soprattutto l’averlo condiviso assieme sopra la piattaforma preparata per noi. Un momento prima del nostro rientro, verso le quattro del pomeriggio, mentre alcune ragazze del villaggio si preparavano per una semplice danza d’intrattenimento molti ci hanno voluto regalare come segno di ospitalità e congedo una quantità incredibilmente smisurata di banane, sia fresche sia da bollire di tutte le forme e dimensioni, cocchi, centrioli, grandi zucche, erbe da bollire, guavas, verdure di vario genere. La giornata è stata ottima e piacevole così come l’ospitalità papuana. Durante il ritorno, prima del villaggio di Bioto, ci siamo fermati presso un grande stagno per farci un bagno assieme.

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