P.N.G. In cammino dai “Buoni Compleanni” al “Buon Compleanno”

È un’immagine un po’ natalizia e siamo ancora nell’ ottava di Pasqua… ma chiudete gli occhi e immaginatevi Giuseppe e Maria, con il loro asinello, in fila davanti al banco del funzionario romano che prendeva i loro nomi per fare il censimento decretato da Cesare Augusto. Avrà chiesto loro da quale villaggio venivano, quale fosse la loro tribù, la loro stirpe, ed anche se non esisteva ancora il cognome, Giuseppe sarà stato registrato come figlio di Giacobbe: anche i vangeli riportano qualche frammento di quell’ occasione nella genealogia di Gesù.

Ora, riapriamo gli occhi e siamo nel 2019, in Papua Nuova Guinea, nel lontano e misterioso continente dell’Oceania, eppure quell’ immagine natalizia appare molto attuale. Infatti, è in corso un censimento decretato dal governo ben 10 anni fa’, ma per molti anni bloccato da mancanza di fondi e per dissipazioni delle poche risorse; dal 2014, quando la Banca Mondiale ha rifinanziato questo progetto, dotando i funzionari dello stato di computer e tecnologie per creare un database con i dati della popolazione, c’è stato un efficacie miglioramento. Dovrebbe essere di fondamentale importanza per un governo sapere chi sono e quanti sono i suoi abitanti, non solo per calcolarne la natalità, densità della popolazione, mortalità, ma anche per essere indirizzato nelle decisioni politiche, economiche e riforme sociali. Eppure fino ad ora, eccetto Dio che conosce anche il numero dei nostri capelli, nessuno conosce il numero della popolazione della Papua: dispersi nella foresta, nascono e muoiono senza essere registrati, ma soprattutto senza avere un nome ed un cognome ufficiale, e tanto meno sapere il loro anno di nascita.
Credendo importante dare ad ogni bambino un certificato di nascita, abbiamo aiutato i nostri studenti della scuola elementare e i loro familiari, le nostre maestre e ragazzi a compilare e presentare le carte: è stata davvero una bella avventura…
Molto spesso alla prima domanda: “ Come ti chiami?” la risposta è abbastanza confusa. Ciascuno ha un nome di battesimo, a cui viene aggiunto un nuovo nome alla cresima, poi hanno un nome nella loro lingua che chiamano village name e… alla fine vengono chiamati e conosciuti per un soprannome che viene dato loro in base al loro carattere o a qualche talento o storia della loro infanzia. Tra quattro nomi… quale scegliere? Anche per il cognome la decisione non è semplice: possono infatti scegliere di usare il cognome del papà o anche il nome del papà. Così spesso capita che due fratelli hanno cognomi totalmente diversi, mentre due estranei hanno lo stesso nome e cognome. Inoltre, molti di questi bambini e giovani vengono da famiglie separate, dove il papà biologico non ha riconosciuto o non ha mai vissuto con loro, e quindi la scelta del cognome si complica tra i meandri dei nomi e dei cognomi dei parenti che li hanno ospitati. Ma la parte più interessante arriva quando si tenta di domandare: “Quando sei nato?” . Qualcuno ci ha risposto che era prima della II guerra mondiale, qualcun altro prende come punto di riferimento l’esplosione di un vulcano, la maggior parte risponde: “Prima dell’indipendenza”. Quando le mamme cercano di mettere in ordine cronologico la nascita dei loro otto, nove o dieci figli allora la cosa spesso si fa simpatica; socchiude gli occhi e inizia a contare nelle dita delle mani e a volte anche nelle dita dei piedi: il primo potrebbe avere 10 anni e il secondo 12, magari il terzo ne ha 6 ed il quarto 8… mmm… insomma, non avendo dati certi e scritti, si procede per altezza! Altro che candeline e compleanno, se è incerto l’anno, ancor più incerto diventa il giorno e il mese. La risposta più originale è stata quando la figlia sarebbe stata più anziana della mamma e il nonno più giovane del papà.
Tanto il nome e la data di nascita possono essere dimenticati o totalmente sconosciuti, non è così per la tribù e il clan: quasi tutti conoscono bene la loro appartenenza tribale, che è una sezione obbligatoria nella registrazione. Per questo, anche se siamo nel 2019, è ancora fondamentale riconoscersi Roro o Mekeo, Kuni o Goilala, Airaba o Ere-Ere, Koakopuna: ad ogni tribù corrisponde una terra, risorsa preziosa in una società di sussistenza.
Dopo lunghe file all’ ufficio anagrafe della capitale, per presentare o ritirare le carte,siamo diventati di casa con i segretari e i pubblici ufficiali. La dedizione e l’impegno di alcuni dipendenti statali sono una fonte di speranza per questa giovane nazione che sta cercando di prendere decisioni importanti per il suo futuro. Ma i tempi per avere un certificato di nascita variano dagli otto mesi ai quattro anni. C’è ancora tanta strada da fare, ma ci auguriamo che questo progetto possa portare il popolo papuano ad avere più dignità e rispetto, ad essere considerato e meglio conosciuto dagli organi di governo.

“Nicholas, quand’è il tuo compleanno?” e la risposta è stata “Non lo so sister, ma è meglio se festeggiamo ogni giorno”. Caro Nicholas, ti auguriamo tanti BUONI COMPLEANNI e ti auguriamo che tu possa diventare un buon ed onesto cittadino che aiuterà questo Paese, così ancora sconosciuto anche a se stesso.