PM Marape rende l’educazione una responsabilita’ condivisa

In una lettera ufficiale, il Primo Ministro della PNG, On. James Marape ha dichiarato: “Il governo è profondamente convinto che l’educazione è quello strumento che trasformerà e sosterrà la prosperità della Nazione”. Ha anche aggiunto: “Il governo vuole fermare la sindrome da assistenzialismo che è stata permessa fino ad ora e che si è sviluppata nella cultura papuana.”  Infatti, fino allo scorso anno scolastico era in vigore una politica chiamata TFF (cioè Tuition Fee Free Education) con la quale lo stato si prendeva piena responsabilità economica delle spese scolastiche. Da quest’anno hanno annunciato che sarà in atto una nuova politica chiamata GTFS (cioè Government Tuition Fee Subsidy) con la quale lo stato si prenderà  80% della spese scolastiche, lasciando ai genitori e alle famiglie il 20%, con lo scopo di renderli più responsabili dell’educazione dei loro figli.

La lettera continua con un’autoanalisi: “Il cambiamento della gestione finanziaria è stato deciso per rimotivare genitori e le comunità a lavorare la terra e a lavorare sodo, a contribuire alla rinascita economica, rinnovando la nostra nazione e fermando la tendenza all’assistenzialismo e sindrome di dipendenza.” Il Primo ministro continua scrivendo: “Per loro natura i Papuani sono gran lavoratori, resilienti e indipendenti. Ma per molti anni, il Governo ha adottato e permesso politiche che hanno reso le persone pigre.”

Questa nuova decisione del governo Marape ha suscitato critiche, ma indipendentemente dalla posizione o simpatie politiche, è certamente importante riconoscere i punti di forza della propria cultura e tenerli vivi, ma anche riconoscere quegli atteggiamenti di pigrizia e assistenzialismo che rischiano di bloccare lo sviluppo della nazione. Ogni iniziativa e decisione che possa aiutare a cambiare è importante, anche se criticata.

A febbraio inizierà l’anno scolastico 2020-2021. Preghiamo perché il diritto all’educazione di tutti i bambini possa essere davvero riconosciuto, non solo nelle carte o nei discorsi dei politici, ma anche concretamente realizzato dalla cura quotidiana dei loro genitori e comunità. Che la speranza seminata nell’educare i bambini possa risvegliare anche la forza e la capacità di sacrificio e cura degli adulti.

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