Un sogno ha iniziato a germogliare: il Boys Village!

Indi, Joseph, Andrew, Lucas… ogni nome ha una storia che ci è molto cara. Sono i nomi di alcuni dei ragazzi che sono con noi fin dall’inizio della missione in Papua Nuova Guinea. Questi giovani ci hanno protetto e aiutato nella costruzione della missione. I nostri boys, così li chiamiamo noi, sono un po’ tutti accomunati da un passato di sofferenza e abbandono, alcuni sono anche stati in prigione, tanti non hanno terminato la scuola elementare, o hanno avuto problemi di droga e alcol.

Insieme abbiamo già percorso un bel tratto di cammino, attraverso il lavoro, la formazione, lo studio e il fatto (per qualcuno è stata una novità) di essere stati valorizzati e voluti bene.

Questi giovani frequentano ogni giorno la missione, coordinati e sostenuti da Matteo e Riccardo, lavorando per le varie esigenze: c’è chi lavora nella panetteria, chi prepara le ostie, chi aiuta a scuola, chi lavora nell’orto, chi guida e chi aiuta nelle varie costruzioni e manutenzioni. Attualmente solo per alcuni di loro c’è la possibilità di dormire presso la missione nella loro piccola casa all’interno del nostro compound. In questo modo possono fare esperienza di vita comunitaria più completa tra di loro e star lontani dai molti problemi e difficoltà che assillano la vita nei villaggi.

Vediamo che il numero dei nostri boys cresce sempre più, e c’è chi chiede di entrare nel gruppo per fare questa esperienza; altri ci chiedono di accoglierli nella casa per essere protetti dalle molte tentazioni del villaggio.
Avvertiamo che è proprio necessario un ambiente “protetto” per fortificare il loro desiderio di cambiamento.
Per questo e molto altro, è nato in noi il desiderio di poter avere uno spazio idoneo per questi ragazzi, uno spazio più ampio dove possano non solo alloggiare, ma anche mettere a frutto i loro talenti.

Il giorno in cui Raphael è venuto a proporci di donarci un pezzo di terra, questo sogno ha iniziato a germogliare. Raphael è il papà di una delle ragazze che lavora in cucina da noi, e, assieme ai suoi tre fratelli, possiede un lotto di terra vicino alla nostra missione che è disposto a donare per questo progetto.

La decisione di Matteo e Manuela di venire a vivere qui in Papua assieme ai loro figli per mettere a frutto la loro vocazione missionaria rende ora possibile concretizzare questo progetto.

Vorremmo costruire questo villaggio per i ragazzi, dove potranno essere accolti anche bambini e mamme in difficoltà. Inoltre potranno trovare spazio l’ampliamento della Jesus Good Shepherd Primary School con le classi fino al grade 12, attività agricole (orto e allevamento) e attività lavorative come un’officina meccanica e una falegnameria dove verranno messe a frutto le capacità dei nostri ragazzi.

E non potrà di certo mancare un campo da rugby, lo sport preferito dei nostri boys!

Crediamo che il boys village e la possibilità di educare le giovani generazioni con il ciclo completo di studi possa essere la strada per una crescita effettiva di questi nostri fratelli.

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