Ut cognoscant Te cui scio et credidi

Camminava curvo, con il suo passo lento ma deciso, che lasciava trasparire il suo carattere mite e determinato. Guardava verso il sentierino che attraversava la foresta e, dopo la curva, trovava un’altra salita. La montagna era ripida, verde e rigogliosa ma il non vedere la meta rendeva il cammino ancor più stancante. Erano giorni che camminavano e i suoi compagni, anche più giovani di lui, cercavano un buon motivo per fermarsi e riposare. Eppure lui sembrava davvero certo che oltre quella curva ci fosse qualcuno. Infatti, Qualcuno lo aspettava. Per tutta la camminata lo avevano sentito borbottare una frase… ma non ne capivano il senso, non era roro, non era kuni, non era nemmeno inglese.. suonava nelle sue labbra come una preghiera incessante, continua e quasi cantata: ut cognoscant te… ut cognoscant te.
Bishop Alan de Boismenu aveva camminato settimane da Yule Island, piccola isoletta da cui erano sbarcati i primi missionari cattolici in terra Papuana, per inoltrarsi nelle montagne. Voleva davvero raggiungere l’interno, sia geografico che spirituale di questo popolo. E per una sola ragione: affinché conoscessero Dio! Era partito giovane ed energetico dalla Francia, sacerdote novello dell’ordine dei missionari del Sacro Cuore, al quali il Papa aveva affidato la missione di evangelizzare l’Oceania. Sapeva che non sarebbe stato facile, ma confidava che il Suo Amore avrebbe mosso le montagne. Bastava seminare.
“Eppure questa salita dovrà pur finire…” mentre i suoi accompagnatori pensavano questo, davanti a loro si apre una visuale inaspettata e vasta, una valle, capanne e bambini che giocavano tra le piante di cocco mentre le mamme lavavano e cantavano sul torrente che scrosciava lungo la vallata, dalla foresta le voci degli uomini che cacciavano.

“Ci siamo… lassù c’è Kubuna!”. Erano arrivati. Vescovo Alan vedeva lontano, non tanto per i suoi caratteristici occhialini rotondi poggiati sul naso, ma per la profondità e solidità della sua fede. Il villaggio chiamato Kubuna, infatti, non c’era ancora, ma proprio da lì sarebbe iniziata una nuova e prima evangelizzazione di questa montagnosa foresta papuana, proprio a Kubuna Vescovo Alan avrebbe iniziato una nuova congregazione di religiose consacrate. Proprio a Kubuna sarebbe stato seppellito questo generoso e coraggioso vescovo, che ha dedicato la sua vita ad annunciare Cristo, certo che, solo conoscendo la Verità, questa gente potesse diventare libera: Dio li ama.
Così, anche nelle azioni più semplici e quotidiane, ripeteva sottovoce: ut conoscant Te…
Con i nostri amici italiani, venuti a fare un’esperienza di missione “fino ai confini della terra”, abbiamo ripercorso la stessa strada che il Vescovo Alan aveva fatto tanti anni fa’, a piedi.

Ora c’è una strada… piena di buche e traballanti ponticelli, ma in macchina ben percorribile. Siamo andati, come dire, a trovarlo per chiedergli di aiutarci dall’alto: ora le sue spoglie sono meta di pellegrinaggio, dato che è in corso il processo di beatificazione. Ad uno sguardo superficiale, verrebbe da dire: Non c’è niente da vedere…. Tombe e erba alta e tanto silenzio…! Invece proprio quel silenzio, la quiete, il cimitero dove sono sepolti i primi missionari vicini alla tomba del Vescovo fondatore, rendono questo luogo uno spazio speciale per pregare. Anche i nostri giovani amici italiani ne colgono il senso e ne hanno apprezzato la semplicità e la sobrietà di questa meta di pellegrinaggio.
Davvero questo Vescovo continua a pregare dal cielo per tutti i missionari, non solo qui in Papua, ma per tutti noi battezzati e chiamati a vivere nella libertà che viene dal Suo Amore: fa che conoscano Te.

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